600 comuni italiani si muovono per edilizia sostenibile

Leggo oggi sul Sole 24 Ore che ca. 600 comuni italiani hanno deciso di orientare le proprie legislazioni in ambito di urbanistica ed edilizia alla diffusione di fonti di energia alternativa ed alla sostenibilità ambientale, e questo per qualunque tipologia di intervento si effettui (nuova costruzione o ristrutturazione).

Il Nord guida questa schiera di amministrazioni, adottando negli ultimi tre anni la maggior parte dei provvedimenti di questo tipo. Una pianificazione che di fatto si è rivolta principalmente agli interventi al dettaglio e non a quelli di maggior respiro, lasciando prevedere uno sviluppo non o
omogeneo del processo di rinnovo ed adeguamento, con andamento a macchia di leopardo degli interventi e soprattutto carenze a livello generale di coordinamento degli stessi.

Eppure, anche con queste lacune, il sistema normativo introdotto consente di avviare interventi che nel complesso possono portare a riduzioni dei consumi per il riscaldamento cittadino anche del 40%.
Il sistema dei regolamenti, per avviare il rinnovo e generare un effetto virtuoso di volano, è stato affiancato da un sistema di incentivi, anche se ormai rivolto alle sole tecnologie in via di sviluppo e come tali ancora sperimentali e dagli alti costi di impianto.
Adesso speriamo che gli interventi si estendano al resto del territorio nazionale

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