Riflessioni tristi

Davide se n’è andato, un sabato pomeriggio di gennaio, lungo una via trafficata dell’entroterra laziale. Lascia una moglie e un figlio appena arrivato.

La sua scomparsa ha segnato le riflessioni dell’ultimo weekend. Mentre risuonano ancora nella mente le dissertazioni tra Kairòs e Carpe Diem, ovvero dell’esecuzione al momento perfetto e la logica del tempo che scorre inesorabile, quasta notizia altera le prospettive. 
E strappa quella sensazione di sicurezza che tutto vada come sempre è andato che ogni tanto origina rilassatezza e ci fa scordare l’importanza di goderci le persone amate e il prossimo in genere per focalizzarci invece sul disturbo dell’altro.
Capita quindi che si litighi per sciocchezze, che rancori nati sulla base di un disagio irrisorio e temporanea ci facciano dimenticare quanto sia precaria la nostra posizione su questa terra e di conseguenza faccia passare in secondo piano la relativizzazione che ne dovrebbe conseguire di tutti i piccoli conflitti quotidiani dinanzi al mistero della vita e alla contemporanea nostra impotenza di controllo della stessa.
“Vegliate perchè non sapete nè il giorno, nè l’ora”. Ed ecco che il peso di quel vegliate assume contorni tutto nuovi. Veglia e ama, che altro non conta. Veglia e ama, che il disagio di oggi è nulla rispetto al dolore che proveresti nell’assenza dell’altro. Veglia e ama, perchè il resto non ha senso al di fuori di questo contesto.
Poi le senzazioni che nascono quando notizie come quella di sabato arrivano sono contrastanti e laceranti. E mettono in discussione l’intero disegno. “I migliori vanno e i peggiori” restano dice un motto popolare… secondo me il disegno nell’andare non c’è. E solo che dei peggiori non si ricorda e non li piange nessuno, nell’ultimo beffardo atto di non amore possibile (e c’è anche una profonda letteratura del passato sull’argomento).
Ora spero solo di far humus mentale di questa vicenda e rafforzare la mia pazienza, il mio sorriso e la mia capacità di amare. Che del domani non c’è certezza, e non vorrei che le ultime azioni/parole fra noi siano di astio. Il pensiero mi annichilisce amico mio. Perdona dunque le mie dimenticanze e le mie assenze. Cercherò di non ripeterle e di migliorarmi in considerazione e attenzione. Tutto il resto non conta niente.

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