Praga – secondo giorno

Sole che entra dalla finestra, piacevole freddino che ci fa scordare l’afa romana. Abluzioni mattutine, sistemazione per la giornata, cambio pile macchina fotografica, recupero della pila di riserva, selezione delle guide da portare (tutte pesano troppo) e poi si esce. Via Nerudova è presa d’infilata da un sole nascente piacevole, la cui luce carezza gli edifici, creando giochi di luce e colore suggestivi. Camminiamo nel sole verso Malostrànske Namesti, ove il giorno prima abbiamo visto un locale che di porta altre suggestioni, ricordi di un viaggio perso nel tempo, e che portiamo nel cuore come una pepita dorata di rara bellezza. Destinazione Starbucks per una colazione stile USA. E lo so, ma che ci volete fare… almeno non era Mc Donald…

La colazione scorre veloce. Devo dire che non è che sia stata particolarmente “evocativa”, mancava di qualcosa… difficile dire cosa (forse NY????) e i nostri vicini di tavolo erano dei simpatici cechi dotati di un buon tasso di alchool nel sangue. Tenuto conto che sono le nove di mattina, la giornata per loro depone bene.
L’itinerario della giornata prevede un giro per Mala Strana, il quartiere Piccolo, con le sue suggestive vedute, le case basse, i caratteristici tetti a spiovente. Certo, rispetto alle tavole di Dampyr l’atmosfera radiosa di una giornata di giugno ha poco a che vedere, ma ce la facciamo andare bene comunque. Gira che ti rigira arriviamo nei pressi di Na Kampe, sull’isola di Kampa, ove veniamo catturati da un giro in battello, per la verità un po’ deludente (e caro), che di buono ha solo che ci fa stare una quarantina di minuti seduti. Tenuto conto che tolto il pranzo sarà l’unico riposo che avremo…
Pochi momenti dopo siamo diretti alla meta originale della nostra gita a Kampa, il Kampa Park, ove sorge anche il museo di arte contemporanea cecoslovacca, che ospita anche delle esposizioni temporanea di tutto pregio.
Così capita che vediamo enormi statue di cani rossi, conigli e coccodrilli di plastica che svettano nei cortili o si muovono lungo le pareti del museo.
Molto suggestivo e incuriosisce la Family Fed, ma non si ottiene il nulla osta per il museo. Il piano deve andare avanti e dobbiamo andare a vedere Stare Mestro, la città Vecchia, con il suo orologio astronomico, le sue chiese, le sue strade caratteristiche, la Casa Civica, tutta in Art Noveau, i potenti negozi di Ambra… che alla fine me li seccheranno per bene. Le chiese sono tutte a pagamento, meno la chiesa di Madonna del Tyn, peraltro fagocitata da una serie di case intorno. Ma andiamo per ordine.
Dopo aver girato fino allo sfinimento per la città vecchia, con sosta in ogni negozio che il buon sindaco di Praga ha dotato di licenza commerciale, la fame comincia a farsi sentire e noi seguiamo il vecchio Giovanni che diPraga qualcosa sa, essendo venutoci in passato, durante i suoi ridenti anni del liceo.
Scopriamo così una delle più antiche birrerie di Praga, nota per la sua carne e per la sua birra. Potevamo farcela scappare? Inoltre è di strada per il quartiere ebraico, con i suoi cimiteri, le sue sinagoghe e le leggende del Golem. Quindi la sosta è d’obbligo. La fama del posto è meritatissima, tanto che ora cerco il bigliettino e ve la consiglio.
to be continued

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