Suona un allarme in lontanza

Sono a casa, tornato dopo il lavoro, liberato dal peso dell’abbonamento sky, che da mesi non fruivo per mancanza di parabola, davanti al PC, ancora una volta, mai sazio del flusso di informazioni che passa tramite internet, aggiorno un post per sentire il solo rumore dei tasti, che così spesso mi fa compagnia quando lavoro.

Si avvicina il tempo dei bilanci, di quelli pesanti, di quelli che ti fanno mettere in discussione le scelte compiute nel passato. Niente di grave eh! Le cose serie sono tutte al loro posto. Solo che come al solito il lavoro non mi fa dormire tranquillo ultimamente. Ma come direte. Avete sbancato il banco e siete preoccupati? Allora che devono dire quelli che non solo hanno perso, ma sono stati cancellati? Non saprei che rispondervi a questa domanda, se non che come al solito, le parole sono una cosa, i fatti un’altra. E a fatti non ho elementi passati a cui appellarmi per rassicurarmi.
Solo il tempo saprà come evolverà la situazione, ma di certo chi più chi meno i miei colleghi sono preoccupati. Io continuo la mia politica di spin off, ovvero sistemazione CV, aggiornamento competenze, acquisizione dei tanto agognati titoli Microsoft come sistemista, aggiunta di componenti CV esterni al mondo informatica e tessitura dei rapporti con amici che conoscono, che poi il passaparola vale quanto un’agenzia di collocomento.

Nel frattempo nel solitario eremo del mio ufficio, stanca vestigia di un passato glorioso, continuo a tessere applicativi web 2.0, ad esplorare, ad aggiungere pezzi ai vari blog, a segnarmi a servizi, a testare, per capire come si interfacciano i vari sistemi messi a disposizione per gli utenti dalle varie case, che in fondo tessono una rete di conoscenze, acquisendo al contempo informazioni importanti. Perchè chi fa un social network dà un servizio agli utenti, ma in compenso ottiene un simpatico sistema di analisi dei comportamenti e dei gusti. Prendi ti offro questo starbucks coffee piuttosto che una borsa Gucci, allora Gucci scende, Stabucks sale, i gusti sono catalogati, analizzati, riportati, le reti di amicizia sono setacciate. Insomma, le mie analisi mi portano a comprendere come funziona il sottobosco che vive sotto la facciata “ludica” della rete. Altro tassello che si unisce alle cose fatte, o che possiamo fare.

Come si nota, sono molto carico. Ma che dico carico… stracarico, tanto che le giornate si stanno riempiendo di attività collaterali, come quando sono “vivo” e non dormiente. Perchè per avere le energie per far tutto, devo condire le cose importanti con distrazioni, svaghi, che allentino la morsa dell’ansia. Così ora sono tutto lavoro, studio, svago la sera e ancora studio.

:  9 Nel mentre scrivo queste righe l’allarme ha smesso di suonare. 
Oggi si insedia il governo, lunedì al massimo il primo consiglio dei ministri. Loro lavorano a risollevare l’Italia, Lth alla produzione di un suo futuro al sole. Non in cielo, ma almeno al sole, quel sole che quando sollevi lo sguardo, le palpebre calate a schermare gli occhi, pare accarezzarti la faccia con il calore, e darti un senso di leggerezza.
Avanti la bandiera!

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