>Le lettere della Cupini

>Caro Manlio,

cogliendo l’opportunità che tu solo dai a tutti noi tifosi Kipsta, vorrei dire la mia sull’affaire capitano.

Vorrei smorzare i toni dell’aspra polemica che le frange più esagitate hanno montato sulla questione o pro o contro il Guada, riportando il discorso allo spirito che ci animava tutti quanti solo qualche settimana fa.

La rinascita dei Kipsta aveva una base condivisa: dimenticare il passato, guardare al futuro e restituire le chiavi del Kipstarello al nostro Mister Zinni, insostituibile profeta del calcio borbontino.

L’entusiasmo per la prima uscita ufficiale fuori confine è la testimonianza di quanto tutto questo mancava a noi tifosi, ma noi tifosi, si sa, viviamo di piccole soddisfazioni, ed ecco che ergiamo a nostro idolo il giocatore che corre su una palla persa, quello che rifiuta ingaggi milionari giurando fedeltà alla propria squadra, quello che se il mister non lo sostituisce, resta in campo anche con le stampelle…. Insomma, si sa, noi vogliamo sempre 11 leoni!

E’ per questa ragione, credo, che Guada ha perso tutto il suo appeal ai nostri occhi, e non tanto perché l’infortunio l’ha tenuto fuori dalla gara, a certe cose non c’è rimedio (anche se esistono gli antidolorifici…), ma perché ha liquidato la cosa con una telefonata al Mister e niente di più.

Non si è reso conto che quella partita rappresentava per tutti, tifosi, giocatori e dirigenti, un appuntamento importantissimo, era la nostra finale di Champions League.

Avremmo gradito la sua presenza a bordo campo, o sugli spalti a tifare insieme a noi, ed invece niente, si è nascosto come un sorcetto o peggio, se n’è andato a cena con quelle signorine che ogni mese occupano le copertine del Pornocchio.

Un capitano è capitano in campo, e Guada lo è, ma è capitano anche fuori, e qui, mio malgrado, devo ammettere che il nostro non lo è stato.

Solo a Mr Zinni spetta la decisione, ma a mio modesto parere, il Guada quella fascia non l’ha rispettata e deve restituirla, avrà tempo e modo di dimostrare di meritarla ancora in futuro. Nel frattempo mi piacerebbe vederla indosso al nostro nuovo acquisto, Paul of Cain, il quale rappresenta la novità e l’esperienza, la saggezza in campo e fuori, l’unico che è ancora al di sopra delle simpatie e antipatie della curva Cupini, e poi sarebbe un bel gesto di benvenuto nella grande famiglia, credo che sia l’uomo giusto al momento giusto.

Grazie Manlio.

Cosimo Gesualdi da Crevalcore

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