Potenza della creatività unita ai new media

Ieri si parlava di questo al Convegno sulla Libertà sul Web e sulla riscoperta della condivisione e della creatività, esempio di come la rete inneschi virtuosismi che possono portare a opere d’arte di eccellenza. Ed ecco che, neanche 24h ore dopo, nel mio feed RSS compare questo video di una ragazzina cinese che con il solo uso del suo iPhone e di alcuni programmi scritti appositamente per questo apparecchio e che riproducono suoni di strumenti reali (nominalmente ha usato i seguenti applicativi: DrumMeister, Bassist, iDrum, NlogSynthesizer, NESynth e iShred) radunando poi tutto nel proprio Mac con Garage Band.

Ecco. Con un Mac, un iPhone, pochi programmi specifici, un po’ di olio di gomito su Garage Band e tanta, tanta, tanta ma tanta creatività. Se poi ci mettiamo che tutto questo avviene in Cina… allora mi chiedo… com’è che noialtri portiamo avanti solo gli esempi negativi che vengono dal web? Che i telegiornali, i giornali, le radio, abbiano fatto un patto scellerato con il demonio per diffondere solo notizie tristi, sconvolgenti, tragedie e contribuire così al tracollo lento della gioia. Benvenga allora il Web, libero, creativo, autoimmune, capace di generare positività in quantità maggiore di quanto generi negatività. Certo ci sono i pericoli, quelli sono intrinsechi nella natura umana, come pensare che qualcosa che dall’uomo viene ne sia scevro? … ma quelli non devono destare preoccupazione, solo risposte accorte e circostanziate, al limite del puntuale.

E che Nobel per la pace ad Internet sia, se ragazze che abitano in Cina possono diventare note al mondo in questa splendida maniera.

Reblog this post [with Zemanta]

Ti invito, solo se non condividi

Mentre il mondo si interroga sull’uso del web 2.0 per comunicare e fare nuovo giornalismo, o almeno sulle nuove forme di produzione di notizie nell’era di Internet diffuso e mobile, il mondo bene si domanda come evitare di finire sparato in prima pagina su siti, sitarelli, linee di Twitt o profili Faccialibro.

Che la sbornia di condivisione stesse arrivando al limite di sopportazione era noto, tra diffusione di cellulari e profili di Social Network, praticamente ogni aspetto della nostra vita finisce online. Talvolta anche nostro malgrado.

Gli ambienti bene newyorkesi si muovono in direzione di una ferrea regolamentazione di questi aspetti di socialità sfuggiti al controllo.
Proliferano le feste e i luoghi di raduno in cui è espressamente vietato usare Smartphone e cellulari per aggiornare Blog o postare su Twitter. Una pratica da associare anche alla sempre più diffusa consuetudine di limitare l’uso degli apparecchi elettronici e telematici a nostra disposizione (unplugged day) per una giornata a settimana, per riscoprire i piaceri di una vita non connessa.
Onestamente non saprei come collocarmi tra le due correnti, il sempre connesso e il fuggitivo dalla iper esposizione ai nuovi media. Però l’unplugged day lo voglio far mio.
Non potrà che essere relegato al fine settimana, causa lavoro che svolgo, ma sicuramente sarà piacevole avere una giornata lontana da schermi retroilluminati e senza quella pulsione, sempre più frequente di fotografare/attivare iPhone/ geotaggare etc etc che deriva dall’avere una connessione sempre attiva e una serie di gadget capaci di interfacciarsi ai vari profili online posseduti.

E cmq, occhio agli inviti. Sia mai che blogghiate un evento Blog Free…

Reblog this post [with Zemanta]

Come i social network cambiano il modo di interagire col mondo

Vignetta sugli effetti del microblogging nella vita reale

Il microblogging avanza e non si può più ignorarlo, avanza tanto che diventa anche oggetto di sempre più diffuse battute e gag a riguardo. Non si può ignorare la cosa, anche se in Italia le cose arrivano dopo e sempre scremate, comunque prima o poi arrivano. Quindi attenti tutti: là fuori c’è un mondo che aspetta solo di Twittare su cosa succede, su quello che capita e su come capita.

Commenti, feedback, responsi, il tutto in tempo reale. Dire una cosa e poi smentire di averla detta? Diventa difficile, se il gap tra dichiarazione e smentita è di qualche ora. Un disservizio? Aspettate un tracollo di commenti negativi e conseguente danno di immagine per l’azienda. Certo, la vignetta qui sopra dà anche una dimensione del fenomeno, che non può essere fatto più grande di quello che è (ovvero, quanti Followers ha?, come a dire, quanti prendono per buono quello che dice?), ma consci anche che come sasso lanciato in stagno, la possibilità di riverbero e di diffusione per cerchi concentrici è facile ed attuale.

Non c’è da dormire tranquilli, specie per chi sul rapporto col pubblico e sul riscontro dei suoi servizi si presenta in borsa o ci crea un marketing.

Flavors.me ed il sito internet poggiante sui Social Network

Per chi vuole risolvere la schizzofrenia di un mondo che lo costringe a dividere la sua produzione “social” e creativa tra più sistemi e desidera riunificare la sua identità online con una veste grafica piacevole e altamente gradevole.

Reblog this post [with Zemanta]

iPad e le aspettative della rete

Sembra che l’attesa del pubblico per l’ultimo prodotto della Apple sia in forte crescita, tanto da porre in ombra quanto visto per l’iPhone prima del suo lancio. Basterebbero questi rumors incontrollati per confermare che Steve Jobs ha di nuovo fatto centro. Eppure rimangono i molti dubbi scaturiti a seguito del MAC World di fine gennaio e che ancora non son stati fugati.

Non bastano a dissiparli neanche le notizie trapelate oggi di un fantomatico (in quanto rapidamente ritirato dal download) SDK per iPhone e iPad in versione 3.0 in cui comparivano tracce di videoconferenza, alimentando le speranze che la carenza di un apparato ottico nell’apparecchio demo sia ormai un problema superato.

Che i misteri intorno all’iPad siano tutta una strategia di marketing per mantenere l’attenzione sul prodotto, man mano che si avvicina la data di release?
Lo scopriremo solo vivendo.

Reblog this post [with Zemanta]

La giacchetta “acchiappona” solare made in China

Avevo visto il pannello solare che ricarica l’iPhone, prodotto da Novothink. Avevo visto lo zaino dotato di pannello solare incorporato (e capace di caricare piccoli device, ma non di alimentare un portatile, per quello serviva una borsa ad hoc, dal look molto meno fashion del primo.
Mi mancava di vedere la giacchetta con pannelli solari incorporati, capace di alimentare decine di unità dipendenti da energia per funzionare.
E sembra che funzioni bene anche come rimorchio :)

Qui un link all’articolo originale da cui l’ho pescato.

Porting del blog effettuato

Ve’ come è efficiente lo strumento di importazione di WordPress. In un secondo (facciamo che si legge dieci minuti) il motore di importazione del blog ha acquisito, catalogato e archiviato l’intero blocco di post del sito blogger.

Adesso il blog di qua sembra aperto da una vita. L’errore di fondo è che il vecchio blog aveva a) Post più “acerbi” b) pluri argomento.

Oramai è fatta. Da oggi si naviga sulle acque impostate in prima battuta.

Google allarga i confini di Gmail

Il video dimostrativo, rigorosamente in inglese, illustra quali sono gli obiettivi del nuovo servizio Google Buzz introdotto da Google solo nei giorni scorsi ed ancora in via di sviluppo (quindi in progressiva messa a disposizione per gli utenti Gmail già attivi e per quelli a venire. Era necessario introdurre il servizio all’interno della piattaforma di posta elettronica della casa di Mountain View? Gli utenti Gmail, passati alla posta elettronica di Google per avere un servizio efficiente, veloce e funzionale, trarranno giovamento da questo nuovo strumento?

Interrogativi legittimi, la cui risposta passa per un allargamento della visione strategica dell’intero panorama web e non solo facendo le pulci alle scelte della grande G.
Il panorama dei servizi interattivi sul web si va ampliando ogni giorno di esigenze nuove. Gli utenti cominciano a godere delle piattaforme omnicomprensive che consentono loro di operare da un sito che conoscono, di cui si fidano e cui affidano buona parte di quel patrimonio inestimabile che sono i propri dati personali, per aprirsi al mondo.

Il successo di Facebook o di altri Social Network, risiede tutto in questa magica alchimia di elementi: servizi, ambiente rassicurante, facilità di rete con altri utenti. Stare su Facebook, al di là del mero sfoggio di foto piacione o video divertenti, test invadenti o richieste di applicazioni improbabili, risiede tutto nel fornire una piattaforma che consente di raccordarsi con gli amici, ritrovare i conoscenti, avviare nuove amicizie in modo semplice facile ed intuitivo, ma anche di lavorare con team, condividendo informazioni, spedendo mail e usando la chat per pianificare o approfondire punti. La notizia uscita nell’ultima settimana che la piattaforma di Social Networking stava avviando un progetto per dotarsi di una vera e propria piattaforma di posta elettronica (facile ipotizzare un dominio @facebook.com) avrà sicuramente messo una pulce nell’orecchio dei sempre attenti amministratori di Google, i quali avranno tirato fuori dal cappello della propria mastodontica corporazione l’idea di trasformare Gmail (che non scordiamoci è già ora perfettamente integrata con tutta una serie di servizi paralleli tutti linkati al profilo Gmail usato dall’utente) in un social network. Nel lungo periodo questo servizio lo vedo perfettamente collocato all’interno del progetto di lungo corso messo su da Google di creare un sistema operativo interfacciato costantemente col web. Sentito il click del meccanismo perfetto che va chiudendosi?

Non mi stupisce affatto che la struttura dei servizi della piattaforma web di Mountain View vada arricchendosi anche di servizi social. Buzz difatti non farà altro che raccordare servizi già presenti (Reader, You Tube, Gtalk, Gmail) con una piattaforma comune.
Il cammino per il futuro è davanti a noi, e la grande G non resterà a guardare mentre il web si reinventa. In fondo non potevamo aspettarci di meno.

Reblog this post [with Zemanta]

Riapre l’Apple Store. Di nuovo c’è solo Aperture

sembra uno scherzo, ed invece è l’unica novità presente sul sito della Apple oggi. Solo Aperture vs 3, niente Mac con nuovi processori i5 e i7 Intel.

Si rimanda quindi la sagra del rinnovo del Laptop.

Arriva l’Ipad

l'iPad Apple

Il 27 gennaio è arrivato e passato. Il gran polverone mediatico si finalmente diradato, lasciando dietro alla convention californiana tanti strascichi e discussioni di colore, ma anche una sostanziale certezza. L’iPad c’è, esiste, è in via di produzione e a breve sarà sul mercato (si parla di marzo per la versione Wi-Fi only e di aprile per la versione 3G). Steve Jobs ha nuovamente alzato l’asticella per tutti i produttori di hardware di consumo, trovando la formula per rendere appetibile anche a utenti distratti o poco informatizzati (definiti dai geek come “utonti”) la fruizione di contenuti digitali in un percorso di normalizzazione e pervasività dei nuovi media nella vita di ogni giorno.

Non è un apparecchio che segna uno stacco netto con il passato, che non porta gli utenti altamente informatizzati a gridare al miracolo o alla rivoluzione, anzi, forse proprio questi ultimi sono quelli che sono rimasti maggiormente delusi dalla presentazione del nuovo apparecchio marcato “Mela”, ma che indirizza in maniera autoritaria, e forse definitiva, lo sviluppo di piattaforme per il consumo di contenuti digitali verso una forma più compatibile, flessibile e comprensibile. In altre parole, verso la normalità definitiva.

Pensare, in un mondo in cui l’iPad è presente, di lasciare i contenuti di editoria legati ai media tradizionali, su carta e svincolati da internet è oggi più difficile.

L’intero settore editoriale deve interrogarsi sulle nuove frontiere di fruizione che son state aperte da questo nuovo apparecchio, e già in precedenza dai lettori e-Reader con schermo monocromatico e dedicati.

I contenuti editoriali digitali sono ora non solo possibili, ma necessari. La nuova frontiera è stata marcata.
Chi avrà il coraggio di conquistarla?

Previous Older Entries

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.