ancora Orgoglio Ciclista

Vi segnalo l’articolo di Maria Laura Rodotà. Un po’ perché parla di bici e ciclisti, e quindi mi coinvolge in pieno, essendo io un ciclista di città, e un po’ perché mi associo alla richiesta di avere maggiore considerazione per chi ha fatto dello spostarsi una questione anche ambientale e se può evita di inquinare nell’andare al lavoro.

Ogni giorno affronto lo stesso percorso in bici casa lavoro, lavoro casa, con varianti impercettibili e usando l’unica pista ciclabile degna di nota (se togliamo quella che corre lungo gli argini del Tevere e che è utilizzabile solo in maniera “diportistica” o per passeggiate, ma non per muoversi in città.

Maggiore spazio ai ciclisti. Non inquinano, sono cortesi (di norma) e hanno uno stile di vita più sobrio.

Per maggiori informazioni

Saturday Morning

C’è un che di nazional popolare nei sabati mattina della Balduina – zona Appiano, un sapore di antico, che mi riporta alla memoria le mattine di sabato nel Salento profondo, quando andavo a trovare gli zii a Galatina, mezzo esaltato e mezzo scocciato (esaltato per la gioia di ritrovarli, la buona cucina, la maestosa casa padronale in cui mi perdevo sempre, per la possibilità di scoprire un nuovo pezzo di radici della mia famiglia, che ogni tanto emergevano dal buio dei recessi della memoria dei miei antenati. Scocciato per un copione che si ripeteva di settimana in settimana, incastonato nel morbido degradare dal bianco intenso alla panna sporca dei muri coperti di calce delle case dei paesi della Puglia estrema), e i ritmi di quel momento diventavano registro su cui modellare le nostre giornate.

Una musica si stornelli romani riempie l’aria assolata di questo sabato mattina sferzato da un vento gelido. E come massaia di altri tempi provo il mangiapolvere che nuovo fiammante si è aggiunto alla collezione di mezzi ciuca energia di casa. Mangiapolvere, battitappeto e ancora mangiapolvere, il tutto condito da “Tanto pe’ cantà”, “La società dei magnaccioni”, “Il barcarolo va” e altre canzoni che non conosco…

Non so il perchè, ma questa combinazione di eventi mi ha riportato in molti luoghi del mio passato. Nella mia stanza dai mobili metallici in Lido, con la moquette per terra marrone e tanti libri/giocattoli da sistemare, di finestre spalancate nel sole primaverile e la musica di Tozzi e Baglioni che proveniva dalle case limitrofe; mi ha riportato alle passeggiate per le vie di paesi i cui nomi sono persi nella mia memoria, ma i cui colori e sapori sono scolpiti nel mio DNA, coi bianchi, i verdi, i blu, i rossi, le pietre leccesi e su tutto il sole che dava un riverbero accecante.

Fa strano però che questa sensazione emerga da un quartiere di Roma sito nelle limitrofe adiacenze del centro… eppure così provinciale nelle sue espressioni.
Torno a studiare, con lo sguardo però che torna insistentemente a guardare fuori dalla finestra a godersi i giochi di luci e ombre disegnate da questo sole che a Roma mancava da tanto tempo.
Alas

Rob Rob Rob and fuck the …

Insomma… un tranquillo sabato pomeriggio… intorno scene da sabato del villaggio nel cuore di Roma. Pare idillio, ma le ombre si addensano ai cancelli di Gondor.
Insomma… per farla breve, sabato Mery ed io abbiamo incocciato nella rapina al GS di piazzale degli eroi, con tanto di pistole semiautomatiche, incappucciati, scene di isteria e normale indifferenza. Io l’ho presa con filosofia. Non mi sembrava che i signori fossero intenzionati a fare troppo chiasso… specie in un GS che non ha uscite che non su Piazza degli Eroi… insomma avevano come programma “Prendi i soldi e scappa” e a quello si sono attenuti. Mery un po’ meno, anche perchè lei ha avuto modo di sentirsi letteralmente alle spalle il nerboruto uomo di mezza età, anche un po’ panzone per la verità, che a volto semicoperto e con cappellino in testa prelevava contante dalla cassa affianco a quella dove stavamo andando a pagare noi (e la cui cassiera con una fuga alla Carl Lewis si era dileguata alla prima avvisaglia di rapina, sparendo nei reparti del supermercato).
L’aver trovato anche la Paula tra gli avventori del GS ha reso l’intera vicenda più accettabile e nel contempo surreale.
Rimane l’amarezza di constatare che ormai siamo alla degenerazione totale dei costumi. Rapine a mano armata di pomeriggio in orario di punta nel GS non le avevo mai viste…

Ok, ok,… lo so, ci sono cose che seccano… ma perchè???

Insomma… ok, torno in bici dall’ufficio, quindi sfogo, faccio un po’ di moto, mi rilasso pedalando e osservando il mondo che scorre al lento girare dei pedali… ma perchè quando decido di andare in palestra chiudono la tangenziale, generano ingorghi, le scolaresche si gettano sotto gli autobus, fanno sciopero i taxi, scoppia un’epidemia di ebola non prevista, scende l’angelo vendicatore e giudica l’umanità??? Per farla breve… perchè ogni volta che devo andare in palestra Ponte Milvio si ingorga a morire??? VOGLIO UN BULLDOZER!

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