Bye Brittany Murphy, r.i.p.

E’ morta ieri, a 32 anni, Brittany Murphy, attrice USA di film come 8Mile e Sin City.
Damn! Mi aveva sedotto con quel suo look bello e dannato.

Poster di Sin City con immagine del personaggio di Brittany Murphy, Sally

Locandina del film Sin City

Green Zone

Torna Matt Damon nei panni di un soldato delle forze speciali USA. Un film che vorrei vedere in quel della Primavera. Si vede che i panni di Jason Bourne gli andavano a pennello ; )

Battle Royale

Ecco, surfi la rete in cerca di svago e finisci su un post di rrobe che mostra la parata militare cinese di ieri, una serie di immagini sgargianti e di carri armati che per colorazione digitale sembrano enormi giocattoli portatori di morte. Poi il link al film di Kenta Fukasaku (film del 2002). Ed ecco a voi l’opera dalla playlist su You Tube.

Sappiate che il film è in Giapponese, che l’opera è sottotitolata e che tratta di un mondo che non si fida degli adolescenti. Disturba vedere che soluzione hanno adottato.

Nuovo singolo dei LP

La colonna sonora di Transformer 2, il singolo è già nella playing list del mio iPod.

Tropa de Elite

In Brasile i poliziotti o fanno finta di niente, o fanno parte del Sistema, foraggiandolo e nutrendosi da esso, o gli fanno la guerra…

Un film spietato, che non lascia un attimo di tregua dall’inizio alla fine e che mette a nudo le contraddizioni della società brasiliana (ma che potrebbe essere tranquillamente applicato anche in altri paesi, Italia inclusa) ove la società bene vuole essere protetta, vuole sentirsi la coscienza apposto, facendo opere di bene, e si strafa di roba.
Per poter operare nelle zone limite si accorda con la mala, gli spacciatori, e a loro volta alimentano il sistema comprando droga e strafacendosi di ogni forma di vizio.
I poliziotti, che devono affrontare con scarso addestramento e mezzi i potentati della droga, all’interno delle loro zone di controllo, sanno che avrebbero vita breve, quindi scelgono o di non vedere, per allungarsi la vita, o si alleano al sistema, allargando il cerchio della corruzione, o se vogliono fare il loro dovere fino in fondo devono scegliere la strada più difficile, quella della guerra.
E non sono parole retoriche. Nelle operazioni del BOPA non c’è spazio per il rimorso o per l’estazione. Si entra nelle Favelas per uccidere e non per rimanere uccisi, per ottenere risultati, e non per fermarsi di fronte ai diritti civili di persone che hanno scelto di stare dalla parte dell’illegalità (anche se a volte la scelta è necessaria, e dunque sa poco di scelta vera e propria).
Gli agenti che operano nel BOPE sono sulla linea di confine, in una vita sempre al limite, che non conosce stop, che non ha vacanze, neanche la vita privata ne è risparmiata.
Uomini al limite, che per evitare di venire a patti con il loro senso dell’onore e del dovere non hanno altra via che quella di farsi acciaio.
Un film da vedere, per spostare l’occhio oltre la stereotipata immagine di un Brasile che rimane legata a pallone, spiagge e costumi mozzafiato su corpi perfetti.
Certo, l’immagine che esce dal film è macchiata di una velata retorica di fondo, ma il film non ne risente. 

Iron Man

Tony Stark, ingenioso e talentuoso industriale, figlio di un fabbricante di armi, dedicato al mestiere del padre, rapito e costretto a barattare la sua vita con la costruzione di una superarma, si rivolge alla sua competenza per salvarsi, costruendosi una suite di armatura (esoscheletro) con la quale aprirsi un varco verso la salvezza. Tornato libero, migliora la sua armatura, integrandola di sistemi intelligenti e potenziandola nella corazzatura e armamento per proiettare la sua azione contro i malvagi (in realtà per riparare ai danni di un traffico di armi indiscriminato condotto dalla sua azienda).

Ma si dovrà scontrare con la dura realtà del traffico di armi e dei suoi soci senza scrupoli.
Il film visto ieri sera è godibile, cattura per la carica charismatica di Downey Jr., credibile come miliardario avezzo ai vizi ed ai piaceri di una vita all’eccesso e dal contraltare rappresentato da un Jeff Bridges in gran forma.
Come Batman, anche Iron Man è un “supereroe possibile” nel senso che non ha superpoteri indotti, ma solo tecnologia e ingegno al servizio del bene.
Consiglio il film a chi ha gradito la serie dei supereroi trasposti al cinema, il film scorre veloce, è abbastanza credibile (tolta la serie di impatti paurosi che subisce il nostro eroe e da cui esce sempre sulle sue gambe e neanche intontito – ehi ma questa è Hollywood) e diciamocelo… chi non vorrebbe una suite di esoscheletro potenziato in oro-titanio, dipinta in rosso e oro con cui scorrazzare in giro? 

Un film che non voglio perdere…

Siamo tutti Spartani!!!

ARGH!!! 300!!! Ancora! Ancora! Ancora!!! Lobotomia da 300!!!

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