Geopolitica al lavoro
24 ott 2011 Lascia un commento
in considerazioni Etichette: economia, geopolitica, Italia, scenari
Settimane intense quelle che si stanno vedendo sugli scenari internazionali in questi giorni, dalla primavera araba alla situazione economica europea, ai nuovi rapporti di forza in ambito G20 e così via.
Lo scenario a noi più vicino, quello del Mediterraneo, sta subendo il maggior numero di variazioni, per lo più legate a rivolte interne, che stanno destabilizzando i regimi affermati da tempo per far sorgere nuove “democrazie”, anche se a parer mio il rischio è che si vengano a creare proprio dinanzi alle nostre coste una costellazione di stati islamisti con un forte fattore di componente religiosa al potere e i soliti problemi di deriva fondamentalista con cui ogni stato islamico deve fare i conti. In tutto questo miasma di cambiamenti, le ambizioni dei partner europei si cominciano a mostrare per quel che sono, ovvero ingordigie di influenza in grado differente al passato e fondato su rapporti presunti o tali di politica estera diretta o indiretta.
Un caso a parte rappresenta la Libia, che con la sua vicinanza e la sua storia recente ha nei confronti dell’Italia un rapporto di primo piano, vuoi anche per rapporti personali del Presidente del Consiglio con l’ormai deposto e defunto Gheddafi, ma indubbiamente per il fatto che rappresenta la nostra più vicina e più contesa ex-colonia. Le relazioni economiche su gas e petrolio che avevano messo in campo le nostre aziende saranno rimesse in discussione dall’arrivo in territori incontaminati delle compagnie francesi, inglesi e tedesche, per non parlare di quelle americane, che deposto il rais possono tornare a considerare la Libia come possibile partner.
Non resta che guardare alla finestra cosa accade, consci che una nazione come la nostra, priva di materie prime, fondata tutta sulla trasformazione e in forte competizione con nazioni emergenti, come India e Cina, andare a perdere relazioni essenziali su carburanti strategicamente rilevanti potrebbe essere devastante.



